L’intelligenza artificiale entra in Credem per migliorare i portafogli dei clienti

28 Maggio 2026 – La banca emiliana introduce nuovi sistemi digitali per elevare la qualità della consulenza finanziaria. La piattaforma analizza i dati ogni notte e fornisce suggerimenti automatici ai consulenti della società.

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Il gruppo Credem ha presentato l’evoluzione del proprio modello di servizio dedicato alla clientela private e upper affluent, ovvero i risparmiatori che dispongono di patrimoni elevati. L’istituto bancario ha deciso di puntare sull’integrazione dell’intelligenza artificiale e su architetture tecnologiche scalabili, e lo ha fatto stringendo una collaborazione con Objectway, società specializzata nella fornitura di software per il settore della gestione patrimoniale. L’obiettivo dell’operazione è rafforzare la relazione tra il consulente e l’investitore, il che permette di liberare valore attraverso l’uso strategico dei dati.

Paolo Magnani, vice direttore generale di Credem, ha spiegato durante l’evento OWIN26 di Sorrento che il rapporto con il cliente non deve più basarsi sul singolo prodotto finanziario, ma sulla salute complessiva del suo portafoglio. Per questo motivo la banca ha sviluppato una piattaforma personalizzata che analizza ogni giorno le posizioni degli investitori e questo garantisce una visione d’insieme più precisa. Il sistema integra metriche avanzate e suggerimenti operativi che il professionista può utilizzare per migliorare la consapevolezza finanziaria del risparmiatore.

Qualità del portafoglio

Il modello operativo si basa su un sistema di controllo che valuta sistematicamente ogni investimento attraverso dodici indicatori specifici. I parametri spaziano dall’allocazione delle attività (asset allocation) al livello di rischio, fino ai criteri di sostenibilità, e restituiscono un punteggio da uno a cinque. Ogni notte il software rielabora le posizioni dei clienti e questo produce raccomandazioni concrete per il giorno successivo.

Il consulente trova così a disposizione una serie di proposte già strutturate che può decidere di applicare direttamente oppure di adattare in base alla conoscenza personale degli obiettivi del cliente. Questo approccio permette di superare la vecchia logica di vendita del prodotto e favorisce un lavoro incentrato sulla qualità complessiva del patrimonio, cosa che mette il professionista nella condizione di mantenere sempre il controllo della consulenza.

Il ruolo dell’ai

Alla base di questo cambiamento risiede la gestione del dato, che deve essere integrato e governato con attenzione, specialmente quando le informazioni sono frammentate tra più banche. Nicola Pepè, dirigente di Objectway, ha sottolineato che le fondamenta del sistema sono legate alla capacità di ripulire e normalizzare grandi volumi di informazioni. La tecnologia si sposta perciò verso un’architettura in cloud che permette di orchestrare i servizi in modo flessibile.

L’innovazione coinvolge anche le interfacce con cui i consulenti Credem interagiscono con i sistemi informatici. La società sta lavorando su strumenti di intelligenza artificiale generativa che supportano il banker nella creazione dello storytelling, e questo lo aiuta a preparare i colloqui con i clienti in modo più efficace.

Il percorso futuro per Credem prevede l’adozione di modelli multi-agente, in cui diversi sistemi intelligenti collaborano tra loro per raccogliere insight e trasformarli in indicazioni pronte all’uso, con l’intenzione di ridurre i compiti manuali e permettere ai gestori di concentrarsi esclusivamente sulla relazione umana.

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